Proseguiamo il nostro percorso nell’alimentazione durante l’attesa. La Dottoressa Paola Lazzari è di nuovo con noi per approfondire ciò che abbiamo cominciato ad anticiparvi la settimana scorsa. Siete pronte per prendere appunti e comprendere se sia corretto o meno mangiare per due in gravidanza?

I trimestre

Nel primo trimestre di gravidanza, l’aumento di peso della mamma si deve all’aumento del volume di sangue e alla crescita dell’utero.

Non è quindi un aumento di peso rilevante (può essere all’incirca di 1 Kg) e, a meno che non vi siano situazioni di particolari carenze o insufficienza di peso da parte della donna, non è necessario incrementare l’apporto dietetico di energia: la dieta deve essere variata, completa, equilibrata e prevedere l’integrazione di acido folico e, se necessario, di ferro. Quindi… non è necessario mangiare per due!

II e III trimestre

Nel secondo trimestre invece, l’aumento dei tessuti materni (volume mammario, placenta, liquido amniotico, riserve di grassi) e la crescita fetale determinano un aumento del fabbisogno calorico. Il peso, per donne normopeso, cresce di circa 500 gr a settimana.

I LARN (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) consigliano un fabbisogno aggiuntivo di 350 kcal al giorno per il secondo trimestre di gravidanza e di 460 kcal al giorno per il terzo trimestre.

Questo leggero aumento in energia giornaliera consente di coprire anche i bisogni del feto, permettendone un normale sviluppo ed evitando di intaccare le riserve materne di nutrienti.

Per quanto riguarda la “qualità” dei cibi in gravidanza, iniziamo col dire che durante l’intero periodo di gravidanza e prima del suo inizio è bene seguire una dieta varia e sana per assicurare al feto tutti i nutrienti di cui ha bisogno per il suo sviluppo.

Sia in gravidanza che durante l’allattamento aumenta il fabbisogno di vitamine (A, D, C, B6, B12, acido folico), sali minerali (calcio, ferro, fosforo), lipidi (acidi grassi essenziali).

Un basso livello di folati ( Acido Folico o Vit. B9) nella madre è un fattore di rischio per lo sviluppo di difetti del tubo neurale nel feto come la Spina Bifida o l’Anencefalia.

 L’incremento dell’apporto di acido folico in gravidanza, che deve raggiungere almeno i 400 microgrammi al giorno, dovrebbe iniziare almeno un mese prima e continuare tre mesi dopo il concepimento.

Di solito siamo abituati ad assumere un integratore contenente la quantità necessaria di Acido Folico ma ricordiamoci che i folati sono contenuti nelle verdure ( asparagi, broccoli, cavolfiore…), nella frutta, nei legumi e nelle uova.

 

COSA NON PUÒ MANCARE

Gli acidi grassi essenziali sono molto importanti sia per la madre che per la crescita e lo sviluppo del sistema nervoso centrale del neonato e servono, in particolare, alle strutture cerebrali e retiniche. Non sono prodotti autonomamente dall’organismo e vanno introdotti con la dieta; tra questi, gli acidi grassi monoinsaturi e gli acidi grassi polinsaturi a lunga catena, in particolare della serie Omega-3, tra cui il più il più importante è il DHA presente nel pesce, soprattutto quello “azzurro”.

Per coprire il fabbisogno di acidi grassi essenziali, si può ricorrere su consiglio del ginecologo ad alimenti fortificati o supplementare l’assunzione con integratori.

Riassumendo,gli alimenti che non devono assolutamente mancare sono:

 

  • frutta e verdura
  • carboidrati (pane, pasta, riso, orzo, patate), limitando gli zuccheri semplici,derivanti prevalentemente da dolci e bibite
  • proteine (pesce, carne, legumi, uova)
  • latte e derivati del latte (formaggi, yogurt)
  • alimenti ricchi di fibre, per contrastare la stipsi che spesso si presenta durante gravidanza (pane, pasta e cereali integrali, frutta, verdura).

 

MAMME VEGETARIANE O VEGANE

Le donne che seguono una dieta vegetariana o vegana devono prestare attenzione ai livelli di assunzione raccomandati dalla comunità scientifica per quanto riguarda le proteine: la raccomandazione è quella di un incremento giornaliero di 6 g/die.

Alle donne vegetariane in stato di gravidanza si consiglia inoltre un supplemento di vitamina B12.

 

DI COSA POTRESTE FARE ANCHE A MENO

Il caffè, come tutte le bevande contenenti le cosiddette sostanze “nervine” (tè, bibite tipo cola, cioccolato), va assunto con moderazione perché la caffeina attraversa la placenta. Inoltre, durante questo particolare periodo il metabolismo della caffeina è rallentato di 15 volte e le future mamme sono più sensibili ai suoi effetti.

Il sale, se consumato in maniera eccessiva, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e ipertensione. E’ preferibile utilizzare il sale iodato, anche perché, durante la gravidanza e l’allattamento, il fabbisogno di iodio è maggiore.

L’alcol , come tutte saprete, va invece evitato, in quanto il feto non può metabolizzarlo perché è privo degli enzimi adatti a questo compito, e di conseguenza si accumula con i suoi metaboliti nel sistema nervoso e in altri organi fetali, danneggiandoli gravemente (Sindrome Feto-Alcolica).

 

Per oggi direi di fermarci qui, anche perché immagino che, dopo aver letto l’articolo, andrete tutte alla bilancia per controllare quanti kg avete già  assunto e quanti ne avete ancora a disposizione!

La prossima volta cercheremo di capire meglio come distribuire carboidrati, proteine,grassi e vitamine durante i pasti e parleremo anche di “voglie”…bisogna  assecondarle o no??

 

 

Dott.ssa Paola Lazzari

Specialista in Ostetricia e Ginecologia

 paolalazzari@hotmail.it